New location

November 27th, 2006

Da questa mattina la mia proiezione sulla rete avviene tramite dalla sede nuova di zecca ubicata in quel vialone chimato Fulvio Testi.

immag441.jpg

L’immagine qui sopra, catturata “fedelmente” dal mio catorcino, raffigura quello che ho potuto ammirare durante i 45 minuti di strada. Bello vero?

Per fortuna il morale dei ragazzi è alto, e questa mattina ci siamo trovati tutti al bar casinari e ridenti stile primo giorno di scuola al rientro dalle vacanze estive.

–Have a nice day ;)

MSN o Pictionary?

November 26th, 2006

Chi utilizza MSN avrà sicuramente notato il proliferarsi incontrollato di emoticons di ogni genere che spesso vengono utilizzate come supporto portante durante la scrittura di un messaggio.

Sia chiaro, anche a me piacciono i colori, le faccine, i sorrisi, le musichette e via dicendo. Benchè sia un sentimentale, mi pare anche giusto che il vecchio terminale a fosfori verdi lasci il posto a qualche cosa di più moderno.

Ogni tanto però si esagera …. :)

E così mi trovo spesso a dover giocare a pictionary piuttosto che a leggere un semplice messaggio istantaneo a video.
I punti esclamativi cambiano forma diventando pinguini che ballano, “vado a casa” si traduce in un omino che si dirige veso una casetta stilizzata, “baci” in alcuni cosa prende la forma di una faccina gialla con gli occhi dell’amore che emette cuoricini ronzanti che si spargono per tutto lo schermo. Bhè insomma…qualche volta si esagera, allora ogni tanto opto per disabilitare la visualizzazione delle emoticons personalizzate, ma anche qui ci sono i suoi contro. Per esempio nella mia history potreste trovare spezzoni di conversazione simili a questo:
……
Lui ha scritto: orso
Io ha scritto : orso che?
Lui ha scritto: Cosa?
Io ha scritto: Hai scritto orso!!! che vuoi dire???
Lui ha scritto: pensieroso
Lui ha scritto: Non vedi?
Io ho scritto: Ma che cazzo stai dicendo?
Lui ha scritto: amused sei fuori?
Io ho scritto: arghhhhhhhhhhhhhhhh

…..

Se invece decido di riattivare il tutto, ecco che comincia il gioco pictionary. Per chi non lo sapesse, “Pictionary” è un famoso gioco da tavolo dove lo scopo è far indovinare l’oggetto/frase/verbo semplicemente disegnandolo su un foglietto di carta.

Qui sotto vi riporto parti del “gioco” intercorso con una mia collega che ha appena cambiato di sede
Provate a giocare anche voi…sotto ogni immagine c’è la soluzione :)
pict3.jpg

Traduzione:
-Caschi male
-l’unica è dentro l’europlex

pict1.jpg

Traduzione:
-ecco vedo che ci capiamo
-e dopo il lavoro conto di fare ape e serate

pict2.jpg

Traduzione: ci vediamo per un caffè allora

Statistiche…

November 24th, 2006

Quando guardo le statistiche di accesso al mio sito quello che mi incuriosisce di più sono le frasi utilizzate nei motori di ricerca che hanno portato a visitare il mio blog/sito

Qualcuno mi ha cercato in tanga….credo uno spagnolo: “laurita en tanga”

Gusto dell’orrido?

Truffa dello specchietto - Updated -

November 24th, 2006

Qualche giorno fa mi sono fatto babbare alla grande con il trucchetto dello specchietto rotto.

Qusta sera, vado a far benzina e chi ti trovo all’autogrill? I due truffatori intenti a bersi una birretta. Per sicurezza scruto in giro e vedo la loro macchina con lo specchietto rotto. Inconfindibile!

Devo ammettere che l’istinto di prendere il crick e spaccargli lo specchietto sano è stato forte, ma nelle macchine semi-moderne il crick è una sorta di cazzabubbolo romboidale piccolino, che, benchè massiccio, risulta essere di scarso effetto scenico.

Accantonate idee malsane mi sono limitato a trascrivere il numero di targa. Domani se mi gira vado a fare una denuncia…anche se sinceramente dubito possa servire a qualche cosa

Venerdì 17

November 17th, 2006

Buona giornata a tutti! Sotto con gli scongiuri

Bernardini De Pace Annamaria: Mamma non m’ama

November 17th, 2006

mamma non m'amaSe tutte le madri fossero buone, la cronaca non ci parlerebbe continuamente di figli infelici, traditi, abbandonati, assassinati. In quindici scioccanti storie vere, che suggeriscono l’ascolto piuttosto che il giudizio, Annamaria Bernardini de Pace racconta la triste realtà di mamme cattive che spesso sono donne colme di dolore, causa di altro devastante dolore. Al di là della polverosa retorica buonista sulla dolcezza della figura materna, questo libro si spinge con coraggio all’interno di una realtà spesso diversa, fatta di mamme manipolatrici, anaffettive, carrieriste, fino ad arrivare a quelle abusanti, drogate, distruttive o omicide. Un libro crudele ma necessario - ogni silenzio è connivenza - scritto con coraggio da un famoso avvocato matrimonialista che è anche narratrice capace di indagare tra le pieghe più recondite dell’animo umano.

Quando si dice: “A me non la fate!”

November 15th, 2006

Quante volte mi è capitato di sentire “Truffa del telefonino rotto” “Truffa della gomma bucata” ecc ecc…E quante volte ho commentato: “Ma come ci si fa a cascare….??”

Bene, ieri sera, rientrando a casa, sono entrato ufficialmente a far parte della comunità “Sono un babbione”.

La truffa che mi è toccata è stata quella dello “specchietto rotto”, una variante simile a quella del cellulare rotto.

La dinamica è semplice: Mentre stai guidando senti un colpo sordo sullo specchietto, poco dopo vieni affiancato da due ragazzotti belli pompati con delle facce che potresti dire: “O sono carabinieri, o sono delinquenti” che ti fanno notare “gentilmente” di avergli spaccato lo specchietto.

Ti fermi, scendi, controlli che il loro specchietto effettivamente è rotto e il tuo leggermente ripiegato verso l’interno.

Inizio io:
-”Scusami ma ti stavi muovendo? sei uscito dal parcheggio? come ho fatto a prenderti??” 

-”Se stessi uscendo dal parcheggio, mi avresti preso la macchina in pieno e non solo lo specchietto, io ero fermo, porca miseriaccia, guarda cosa mi hai combinato, e adesso?”

(ho moderato ‘leggermente’ la frase e aggiustato, dove possibile, verbi, avverbi e congiuntivi -ndtr-)

-”Dai sono cose che succedono, anche se mi sembra strano adesso ci mettiamo a posto…prendiamo il modulo…”

-”Ma no che modulo e modulo, poi ti aumenta il premio dell’assicurazione…” -che tenero, pensa a me- “Però è proprio rotto cavolo! ma per tutti i santissimi, a casa stavo tornando! porca di quella….” (qui ho moderato un sacco….-ndtr-)

E continua…

-”Guarda, proprio settimana scorsa ho aggiustato l’altro specchietto..” (la macchina era bella, non ricordo quale, ma di quelle con specchietti elettrici e le frecce integrate) e mi mostra una fattura di riparazione di oltre 200 euro.

-”Ascolta, vai dal tuo carrozziere, poi mi mandi la fattura, e poi ci mettiamo a posto”

La pantomima va avanti ancora un po’, tira e molla, e lui non è di milano (e qui gli credo!), e la macchina è della moglie e qui e su e la…ed era tardi ed ero in una stradina e non passava nessuno ed erano un due…insomma gli ho lasciato 100 e buona serata….

Questa mattina…cerco su gooooogle ed eccola li… “Truffa dello specchietto rotto”…ma andate a caxxe…poi ci si stupisce perchè tutti diffidano di tutti…state all’occhio e non venite far parte del club!!

Licalzi: Cosa ti aspetti da me?

November 10th, 2006

Licalzi cosa ti aspetti da meHo appena finito di leggere un’altro libro di Lorenzo Licalzi.

“Cosa ti aspetti da me?” Storia di Tommaso Perez, ex stimato professore di fisica, costretto dalla vecchiaia e dalla malattia a passare gli ultimi suoi anni di vita in una casa di riposo.

Commovente, ironico, cinico… nel perfetto stile di licalzi.

Un libro che “tocca” l’anima. Consigliato

Citazione:

“Passavo le notti a guardare le stelle, e non era affatto male. Oggi le passo a guardare una crepa sul soffitto, e forse è perfino meglio di come trascorro i miei giorni…”

New Economy

November 6th, 2006

-”Noi come azienda ci occupiamo di area didattica, master, workshop e orientamento e stage, con degli uffici anche progettuali non solamente nel nostro territorio e naturalmente facciamo parte del found-raising italia, nell’area editorile e nell’area CSR del corporate social responsability.
E soprattutto attività core, cioè formazione empowerment.”

-”Che cazzo hai detto?”

Vita da single: fare la spesa

November 2nd, 2006

Dopo che il single ha appurato, a fatica devo ammettere, che il cibo non si autogenera nel frigorifero e che i rotoli di cartaigienica non nascono sul portarotolo, giunge anche per lui il momento di fare la spesa.

Potete riconoscerci subito, anche se dobbiamo acquistare 52 cose prendiamo sempre il cestello. Ci dirigiamo al corridoio della birra e agguantiamo subito 8 bottiglie moretti. Dopo due minuti il cestello è già pieno, con un peso che sfiora i nove kili.

L’effetto dell’endorfina sviluppato dal vedere otto bottiglie di moretti nel cestello ci offusca la mente e così iniziamo a girare senza meta per gli altri corridoi, senza sapere ne cosa prendere e spesso neanche sapendo cosa stiamo guardando, così a volte ci risvegliamo dal “trance” e ci accorgiamo che son passati ben dieci minuti da quando abbiamo iniziato ad osservare quelle belle scatolette colorate e allora realizziamo essere scatole di assorbenti
Il reparto però può esserci d’aiuto, infatti agguantiamo un bel paccone di cartaigienica da 36 rotoli, avete presente quelli lunghi due metri? Lo infiliamo in verticale sopra le 8 bottiglie moretti e lo appoggiamo al petto, portandolo fieri come se fosse un obelisco appena conquistato.

Reparto pasta: Per qualche strano motivo che ancora non riesco a spiegarmi la pasta la prendiamo sempre, anche se a casa abbiamo ancora quella del natale scorso che ormai quando rientramo a casa si affaccia dalla credenza e ci saluta. Poi sempre una confezione di passata e 14 vasetti di sughi pronti. La passata si aggiungerà alla collezione di passate nella credenza che giaciono impolverate tipo bottiglie di vino pregiato da fare invecchiare.

Banco degli affettati: quello mi spaventa sempre.
-”Del prosciutto cotto grazie”

-”Quale le do?”

panico


-”Allora abbiamo cotto, cotto di parma, parma di cotto, biscotto, granbiscotto cazzobiotto”

ma allora il cotto c’è! mi vuoi fregare
-”Cotto…”

-”Quanto?”

panico

A questo punto io copio, lo ammetto copio la signora di fianco….

“Mah faccia lei” -con aria di chi ne capisce- “non troppo sottile altrimenti il bimbo non me lo mangia” (questa deve essere una specie di parola d’ordine secondo me)

Un reparto dove devo dire ogni single sembra trovarsi a suo agio è il reparto surgelati.
Tutto è molto semplice, basta guardare la figura e generalmente siamo in grade di ottenere in tavola una cosa simile; sono anche cose piuttosto sicure: non rischiamo di morire di botulismo a meno che non dimentichiamo il sacchetto dei surgelati in macchina il 10 di agosto e poi con aria furba, guardandoci in torno, mettiamo i pacchi nel congelatore con faccia soddisfatta quasi dicendo “Ti ho fregato!”
Banco frutta e verdura, questo sconosciuto: Per puro spirito emulativo ci avviciniamo al dispensatore di guanti e sacchettini. Afferriamo un guanto e lo guardiamo con la stessa espressione che abbiamo quando srotoliamo un preservativo e con la stessa aria scocciata lo indossiamo. Voglio le mele, vado a prendere le mele.
Bilancia: 74 caselle, nessuna fotina sembra essere quella delle mele. Il dito inizia a scorrere su tutti i bottoni come quando si cerca un citofono: Zucchine, Zucchette, Zuccotti, Cazzobiotti (anche qui?!?)…Mele eccole…melette meline meloni…azz..e ora? Generalmente capita che una gentile signora da dietro ci dica: “Quello è il numero 18: Popine rustiche dell’alto adige”. Premo il pulsante, sono in informatico, mentre lo premo mi immagino tutte le op-call che vengono effettuate al processore e mi chiedo se ci sia un modo per crakkare il codice. Lo scontrino puntualmente si appiccica al guanto, che io a sua volta appiccico al sacchetto che si appiccica puntualmente ai 2 metri di confezione della carta igienica.

Pagare, scegliere la cassa: Ci dirigiamo verso la cassa con la sensazione perenne di aver sicuramente dimenticato qualche cosa di vitale e qui viene il bello:
Cassa veloce, Cassa lenta, solo cestello, solo carello, solo carrello max 10 pezzi, solo cestello algoritmo naturale di 2, solo gestanti, cassa in chiusura, cassa panca, sopra la panca la capra canta sotto la panca la capra crepa. Allora la scelta diventa inevitabilemnte casuale, generalmente come parametro denterminante valutiamo la bellezza delle cassiera. Puntualmente becchiamo sempre la signora davanti a noi che riesce insiegabilmente a pagare tutta la spesa con monetine di rame, contandole diligentemente manco fossero dobloni…poi c’è lo show della tesserà fedeltà, punti, bollini, bollotti, cazzobiotti (ancora ?!?) così vediamo allontanarsi la signora con strisce di carta simili a stelle filanti di carnevale senza mai capirne il vero significato.
Tocca a noi:

“Ha la tessera?”

è bella ma deve essere la più stronza di tutte, se le dico di no questa si incazza di brutto

“Mmm..l’ho lasciata a casa…”

“Sacchetti?”

mah…faccia lei…non troppo sottili…ah no qui non va bene…quanti ne prendo? l’ultima volta sono usciuto con le moretti sotto braccio pur di non ammettere di aver fatto male i conti

“Dieci” ammiccando un sottile occhiolino..

“Fa i punti?”

“No sto cercando di smettere grazie…”

“Come dice?”

“Ehm No grazie…”

Ricerca macchina: Tutte le volte che scendo nel parcheggio mi prometto di tatuarmi il settore a fuoco sulla spalla ma puntualmente me ne dimentico. Non voglio dare l’impressione di non sapere dove andare..allora insceno una falsa telefonata passeggiando per i settori cercando la mia macchina:

Dai, tra solo due ore il super chiude, rimarrà solo la tua.No, ho i surgelati, non posso aspettare.

Ed ecco qui il vero colpo geniale…sempre inscenando una falsa conversazione tengo premuto in tasca il telecomandino dell’antifurto con l’intento di farlo scattare, dopo qualche chilometro finalmente sento il tipico fischio e vedo la mia macchina lampeggiare. anche questa volta è fatta!