Marco Deambrogio 57.000 Kilometri in solitaria, 8 mesi a bordo di una due ruote.Questa è l’ennesima avventura di Marco Deambrogio, un uomo che ha fatto della parola “avventura” una ragione di vita.

Pagina dopo pagina vengo rapito, le parole lette si trasformano in immagini, focalizzo Marco sulla sua BMW che sfreccia sulle lunghe infinite strade, rapito dalla solitudine, dai giri del motore e dall’irrefrenabile voglia di scoprire cosa si nasconde dietro la prossima curva.
Poi ci sono io, sulla mia moto, e come Marco alzo di tanto in tanto la visiera per odorare sfuggenti profumi dei luoghi che ho attaversato. Non posso fare a meno di sentirmi in sintonia, di capirlo dal profondo dell’anima.

mamma non m'amaSe tutte le madri fossero buone, la cronaca non ci parlerebbe continuamente di figli infelici, traditi, abbandonati, assassinati. In quindici scioccanti storie vere, che suggeriscono l’ascolto piuttosto che il giudizio, Annamaria Bernardini de Pace racconta la triste realtà di mamme cattive che spesso sono donne colme di dolore, causa di altro devastante dolore. Al di là della polverosa retorica buonista sulla dolcezza della figura materna, questo libro si spinge con coraggio all’interno di una realtà spesso diversa, fatta di mamme manipolatrici, anaffettive, carrieriste, fino ad arrivare a quelle abusanti, drogate, distruttive o omicide. Un libro crudele ma necessario – ogni silenzio è connivenza – scritto con coraggio da un famoso avvocato matrimonialista che è anche narratrice capace di indagare tra le pieghe più recondite dell’animo umano.

Licalzi cosa ti aspetti da meHo appena finito di leggere un’altro libro di Lorenzo Licalzi.

“Cosa ti aspetti da me?” Storia di Tommaso Perez, ex stimato professore di fisica, costretto dalla vecchiaia e dalla malattia a passare gli ultimi suoi anni di vita in una casa di riposo.

Commovente, ironico, cinico… nel perfetto stile di licalzi.

Un libro che “tocca” l’anima. Consigliato

Citazione:

“Passavo le notti a guardare le stelle, e non era affatto male. Oggi le passo a guardare una crepa sul soffitto, e forse è perfino meglio di come trascorro i miei giorni…”

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