Il mio amico F è stato trasferito a milano. Questa sera sono andato a trovarlo. Non lo vedevo da questa primavera.

F ha avuto un incidente un anno e mezzo fa; un Incidente con la I maiuscola, di quelli che ti cambiano la vita e la cambiano alle persone che ti stanno accanto.

Questa sera abbiamo comunicato, io scrivevo sul cellulare e lui annuiva o ricursava con semplici cenni del capo. Qualche movimento con la mano sinistra, nessun suono.

E ancora una volta mi sono sentito completamente egoista. Egoista nel non riconoscere più il mio amico, di non accettare la sua nuova vita, che di vivo, a parere assolutamente egoistico mio, non ha nulla. Ancora mi sento in imbarazzo, ancora non capisco se la sua testa è “semplicemente” scollegata dal corpo e quanto capisce di quello che gli diciamo.

Faccio fatica ad accettarlo, faccio fatica a dire semplicemente “F è ancora qui con noi, diverso, ma è qui”. Eppure mi dispero, piango dentro me stesso e dico “mi manca”, quando invece dovrei solo gioire di fronte i piccoli ma significati progressi che sta compiendo.

Gli stringo la mano e gli dico, “F forza! stringi la mano”…di più non riesco a fare…

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